Tutti sappiamo che un buon caffè aiuta a tirarci su ed è un toccasana per il nostro buonumore. Da oggi sappiamo che una tazzina della bevanda più famosa al mondo a conclusione del pasto incide in maniera positiva sul diabete. E' quanto emerge dall'ultima ricerca condotta dall'INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, sotto la direzione dalla dott.ssa Fausta Natella e presentata a "Caffè e Diabete", conferenza stampa tenutasi il 4 novembre a Milano.
Il gruppo di lavoro dell'ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione ha lavorato sia su test bioinformatici che quelli in vitro, basandosi su dati estratti da ricerche precedenti. Dapprima attraverso test di simulazione condotti attraverso il pc, successivamente attravero analisi in vitro, la ricerca ha confermato la capacità della caffeina - per l'esattezza dei composti fenolici in esso contenuti - di inibire gli enzimi coinvolti nel processo di digestione dei carboidrati come pasta e pane. L'inibizione degli enzimi rallenta l'assorbimento del glucosio e attenua il picco glicemico dopo pasto, proprio il momento in cui può verificarsi ed avere origine il diabete, riducendo il rischio che la patologia possa presentarsi. Dopo le simulazioni sul pc e in seguito alle sperimentazioni in vitro, manca solo la prova in vivo, ovvero quella sull'uomo.
Che dire? Godiamoci una tazzina di caffè!