Ancora oggi nei vicoli di Napoli e nella zona di Porta Capuana, una delle antiche porte di accesso alla città, soprattutto in inverno si trovano bancarelle che vendono "'o bror'e purpo" (brodo di polpo). Su un fornello a carbone, in una grossa pentola che fuma in continuazione, si fa cuocere in abbondante acqua, "'o purpo s'adda cocere cu' l'acqua soja".
I polipi più grossi, qualche cucchiaio di olio d'oliva, peperoncino e sale. Il brodo si gusta sorseggiandolo da un bicchierino in cui è contenuta anche una "ranfetella" del polipo, oppure versandolo su un tozzo di pane raffermo, la "fresella" fa chic.
Questa bevanda quasi alla stregua della moda inglese del tè, viene bevuta per riscaldarsi nelle rare giornate di freddo napoletane e nelle prime luci dell'alba nelle zone del mercato ittico e portuale, ed il bicchierino viene stretto tra le mani come fosse una borsa d'acqua calda.