Ormai non sono più solo i bambini ad aspettare (e ricevere) la classica calza della Befana la notte tra il 5 e il 6 gennaio: anche gli adulti cedono alla tentazione gioiosamente infantile di avere una riserva di dolciumi per prolungare ancora un po' le trasgressioni delle feste natalizie. Dunque la Befana ha cambiato in parte il suo mestiere: al giorno d'oggi ha il grato compito di far felici adulti e bambini senza distinzione.
Ma probabilmente non è sempre stato così. La tradizione vuole, infatti, che il dono della befana non fosse destinato a tutti, ma solo ai bambini più buoni, quelli che durante l'anno si erano comportati tanto bene da meritare i tanto sospirati dolci: e per gli altri, invece, solo carbone o legno. Tuttavia il verdetto della vecchina si sarebbe scoperto soltanto la mattina del 6 gennaio, giorno dell'Epifania, tant'è che i poveri piccoli aspettavano speranzosi fino all'ultimo momento.
Ma da dove ha origine la leggenda della Befana, maga dall'aspetto non gradevole ma dal cuore buono, e, in ogni caso, giusto?
Il nome Befana è una storpiatura del termine greco epifanìa, che vuol dire apparizione, e che nella tradizione cristiana indica l'arrivo dei Re Magi presso Gesù appena nato con i loro doni.
Secondo alcuni racconti, lungo la strada i Re Magi si fermarono a chiedere indicazioni ad una vecchina, e le chiesero di accompagnarli dal Bambino. Ma lei rifiutò; in seguito però si pentì, e allora, preparato un cesto di dolci, andò alla loro ricerca, ma senza trovarli. Allora cominciò a regalare i dolci a tutti i bambini che incontrava.
Secondo un'altra tradizione invece, probabilmente pagana, la Befana era una vecchia, detta anche la moglie dell'orco, che viveva nei boschi accanto alle carbonaie; come tutte le orchesse amava i bambini, e perciò portava frutta secca e agrumi a quelli buoni, carbone a quelli cattivi.
Dalla fusione delle due tradizioni deriva probabilmente l'usanza odierna di regalare, il giorno dell'Epifania, dolciumi di ogni tipo, cioccolata ed anche carbone di zucchero, che mantiene in modo simbolico una continuità con le antiche leggende.