Chi l'avrebbe mai detto che il cacao fosse utilizzato in origine per "acquistare" schiavi. E' una delle tante curiosità che si scopre spulciando nella storia di uno dei prodotti più apprezzati ed amati dal pubblico. Antidepressivo per eccellenza, grazie alla serotonina in esso contenuta, pare non piacesse ai conquistatori spagnoli quando per primi lo assaggiarono dopo aver conquistato lo Yucatan. Non sapevano, sorseggiando la bevanda amara e grassa che i nativi offrivano loro, di avere davanti a sè uno dei più grandi prodotti dell'industria internazionale.
In verità, nei primi tempi, anche gli Europei ebbero non pochi problemi ad apprezzare il cioccolato, nonostante l'aggiunta dello zucchero e del latte. La causa del retrogusto che si avvertiva risiedeva nel fatto che per la preparazione delle bevande continuava ad essere impiegato tutto il grasso.
Era il burro di cacao. Solo separandolo si ottenne la polvere di cacao realmente utile per la preparazione di dolci e bevande.
Le tavolette, dolci compagne dei nostri momenti di tristezza, nascono proprio dal burro di cacao che Joseph Fry, in Gran Bretagna, unì allo zucchero e ad altra polvere di cacao per ottenere una pasta che poteva essere modellata.
Nasce la tavoletta Fry & Sons, nel 1847.
Caffarel, Nestlè...si moltiplicano i produttori di tavolette di cioccolato e prodotti correlati, fino alla grande rivoluzione introdotta da Lindt: il cioccolato che si scioglie in bocca.
Fondente, alla nocciola, al latte, bianco, al peperoncino, al tiramisù...infinite varianti per tavolette e bevande da gustare nei freddi pomeriggi invernali, magari accanto agli amici.